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Quello se ne va sempre in giro come se un abissale avesse mangiato sua madre. O forse l’abissale era sua madre.

–Shallan Davar, Parole di Luce, capitolo 24

Vathah era un occhiscuri che disertò dall'armata alethi nelle Pianure Infrante nel 1173.

Aspetto e Personalità Modifica

Vathah è un uomo alto con la barba ma aveva braccia che sembravano troppo lunghe per il suo corpo[1].

Vathah ha un carattere reso cupo e guardingo dalla dura vita nelle terre selvagge. I misfatti che ha compiuto sono diventati tanti e tali da provocargli incubi di notte[2]. Non perde occasione per sminuire i suoi uomini, in modo da tenerli in riga.

Almeno inizialmente non si fida di Shallan e teme che la donna non onorerà la sua promessa una volta giunti ai campi alethi. La sua opinione cambia radicalmente quando capisce che l'occhichiari è in possesso di una stratolama, che significava che lei avrebbe potuto uccidere tutti i disertori se solo Vathah avesse compiuto la scelta sbagliata

Storia Modifica

Vathah partecipò alla guerra di vendetta contro i parshendi ma con il passare degli anni diventò sempre più insofferente per i suoi comandanti che anziché dedicarsi a vincere il conflitto, erano preoccupati unicamente all'accaparramento delle cuorgemme. Alla fine Vathah decide insieme ad un gruppo di due dozzine[1] di compagni di disertare e rifugiarsi tra le Colline Indipendenti.

Finalmente liberi, Vathah e i suoi uomini si confrontano con la dura vita da reietti e per sopravvivere nelle terre selvagge, si dedicano al banditismo, compiendo azioni riprovevoli[2]

Parole di Luce Modifica

Nel tardo 1173, Vathah avvista una carovana e seguendo la scia di litobulbi schiacciati dai carri, e mettendosi d'accordo con una delle guardie della comitiva prepara gli uomini ad un facile assalto. Durante la notte tuttavia accade l'impensabile: una donna occhichiari giunge al suo cospetto per negoziare e, con la sua retorica, convince i disertori ad aiutare sia lei e un'altra carovana di mercanti a difendersi da un gruppo di banditi. Vathah partecipa suo malgrado alla battaglia.

Successivamente, dopo aver giustiziato personalmente i banditi sopravvissuti, Vathah stringe un patto con Shallan: l'amnistia dei loro crimini - il solo Vathah ha sulla testa una taglia di quattro broam di smeraldo[3] -in cambio della loro protezione fino ai campi alethi.

Appena prima di giungere alle pianure, Vathah e gli altri mercenari vengono avvisati da una voce che lady Shallan è in pericolo; si scontra così con gli sgherri di Tyn e scopre che la veden è in possesso di una stratolama. Quando scopre che è diretta al palazzo del Re, Vathah nutre il genuino sospetto che la donna voglia assassinare Elhokar.[4]

Ottenuto il perdono reale, Vathah decide di rimanere al servizio di Shallan come sua guardia del corpo e verrà sistemato vicino la residenza dell'altoprincipe Sebarial.[5]

Vathah seguirà Shallan nella spedizione verso il centro delle Pianure Infrante

Fonti Modifica

  1. 1,0 1,1 Parole di Luce, capitolo 20
  2. 2,0 2,1 Parole di Luce, capitolo 21
  3. Parole di Luce, capitolo 34
  4. Parole di Luce, capitolo 36
  5. Parole di Luce, capitolo 42

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