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I Parshendi sono una delle razze senzienti che vivono su Roshar. Chiamano se stessi Ascoltatori (Listeners), in riferimento alla loro capacità innata di udire nella loro mente i Ritmi. Il Folgopadre, invece, si riferisce a loro con il nome di Antichi [1].

Parshendi

Un guerriero Parshendi (di Ben McSweeney)

Storia Modifica

Antichità Modifica

In passato, gli Ascoltatori vivevano in pace e in totale armonia con gli spren. Ad un certo punto, e per ragioni ignote, gli spren preferirono gli esseri umani ai parshendi, donando loro la capacità di poter usare i flussi. Questo evento venne visto dagli Ascoltatori come un vero e proprio tradimento e fu il primo passo che li spinse a rivolgersi agli "Dei".[2][3]

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Gli Dei non erano altro che frammenti di Odio[4], e il legame con essi cambiò gli Ascoltatori trasformandoli nei Nichiliferi. Con il passare delle epoche, gli Ascoltatori continuarono a servire gli Dei aspettando, nelle terre selvagge[5], di combattere con loro nelle guerre catastrofiche note come Desolazioni.


Che cosa accadde in seguito non è ancora stato ben chiarito. E' noto che un divisione degli Ascoltatori, conosciuta come "Ultima Legione", schierata a combattere nelle Pianure Infrante, si ribellò infine agli Dei. Approfittando di una "tempesta", i guerrieri si "mutilarono", preferendo l'apatia della mente al giogo delle divinità[6]. La libertà costò carissima agli Ascoltatori: persero le forme di potere, la capacità di pensiero e la loro millenaria conoscenza rischiò l'oblio. Così essi composero le cento canzoni, storie da raccontare oralmente, facili da memorizzare e che si sarebbero trasmesse di padre in figlio.

Gli ex-membri dell'Ultima Legione si sparsero tra le rovine delle Pianure Infrante e si divisero in tribù conducendo una vita semplice, alternandosi tra le uniche due forme a loro conosciute: la forma tediosa e la forma libidinosa[7]. Nascosti nel cuore delle pianure e con il mondo che ignorava la loro esistenza, i parshendi vissero in relativa tranquillità nei secoli che seguirono.

L'incontro con gli Alethi Modifica

In tempi recenti, gli Ascoltatori avviarono una serie di esplorazioni nelle terre selvagge di Natanatan. Le missioni entusiasmarono notevolmente i parshendi, felici di scoprire nuovi luoghi, nuove piante e nuovi animali del mondo esterno. Durante uno di questi viaggi, gli esploratori parshendi si accamparono nei pressi di alcune rovine[7] lungo uno degli affluenti del fiume Ansaletale, a sud delle Pianure Infrante[8]; fu qui che entrarono in contatto con una pattuglia alethi guidata da Dalinar Kholin in persona, che cercava tracce di grangusci da cacciare.

Inizialmente il resoconto di Dalinar non venne creduto ma, il giorno successivo, dieci parshendi si presentarono all'accampamento principale degli alethi, lasciando i componenti della spedizione stupefatti[9]. Per i cinque mesi seguenti i due gruppi di esploratori approfondirono il loro rapporto. Gli Ascoltatori portarono gli alethi nei loro villaggi, nei crateri lungo il margine occidentale delle pianure[9],e promisero a Re Gavilar in persona di portarlo a caccia di un terribile granguscio noto come Ulo mas vara. I rapporti di amicizia tra i due popoli vennero rafforzati ulteriormente finché il Re alethi non propose la stipula di un trattato, che avrebbe inaugurato una nuova era per Roshar

L'assassinio di Gavilar Modifica

Gli Ascoltatori avevano preso una decisione secoli fa, una decisione che li aveva riportati a livelli primitivi. Scegliere di assassinare Gavilar Kholin era stato un atto per confermare quella decisione dei loro antenati.

–Parole di Luce, Interludio 1

Nel 1167, il Consiglio dei Cinque, la massima autorità degli Ascoltatori e il resto la delegazione Parshendi giungono a Kholinar per la firma del trattato. Durante la serata i parshendi scoprono le vere intenzioni di Gavilar Kholin, che avrebbero, in qualche modo, permesso il ritorno degli Dei[7]. Il Consiglio dei Cinque si riunì immediatamente e insieme ad Eshonai escogitarono un piano disperato, votato all'unanimità[7].

Incaricarono un'assassino shin di uccidere il Re alethi e mentre la confusione sarebbe divampata per il palazzo, la delegazione degli ascoltatori sarebbe fuggita per informare il proprio popolo della guerra imminente. Il Consiglio dei Cinque invece rimase a palazzo per assumersi la responsabilità dell'omicidio[7][10], sapendo bene che sarebbero incorsi nella morte. Mentre gli Alethi organizzavano la loro vendetta, gli Ascoltatori evacuavano i loro villaggi, sul margine occidentale delle pianure e si trasferivano al centro della piana, a Narak[7][11].

Il piano prevedeva che una lunga guerra di logoramento condotta nelle condizioni strategiche sfavorevoli delle Pianure, alla fine avrebbe convinto gli Alethi a desistere. Le cuorgemme, con il potere di sostenere un esercito per lunghi mesi, cambiò tutto. Adesso gli Alethi erano in grado di prolungare l'assedio per anni e anni. Agli Ascoltatori non rimase altra scelta che resistere, conquistando a loro volta le cuorgemme, e sperare che un giorno qualche circostanza esterna arrivasse a cambiare lo status quo.

Cultura Modifica

Società Modifica

Gli Ascoltatori si consideravano un popolo unito sebbene fossero divisi in tribù e avessero contrasti che sfociavano, talvolta, in guerre e lotte intestine[6]. All'interno delle società parshendi regnavano due principi di fondamentale importanza.

Il primo era che nessun Ascoltatore poteva obbligare un altro individuo ad assumere una data forma, neanche se le circostanze lo rendevano indispensabile. La trasformazioni potevano essere al massimo richieste, ma vigeva l'idea che ciascun parshendi dovesse avere il diritto di scegliere la propria forma in assoluta libertà[6].

Il secondo principio riguardava l'uguaglianza tra le varie forme. Nessun Ascoltatore considerava una forma più prestigiosa o importante di un'altra[6]. Tale principio trovava la sua massima espressione nel Consiglio dei Cinque, l'organo di governo degli Ascoltatori, nel quale ogni membro aveva l'obbligo di trasformarsi in una delle cinque forme note e di dare voce alla rispettiva fetta di popolazione.

Le coppie Modifica

Il sistema biologico delle forme differisce dalla normale condizione umana, nella quale l'accoppiamento è sempre possibile; gli Ascoltatori per accoppiarsi devono assumere necessariamente la forma libidinosa. Una volta che la coppia è pronta, vive ritirata dal resto della società parshendi per circa un anno, fino al concepimento del bambino. A questo punto la coppia non si separa, ma rimane legata formando l'unità lavorativa fondamentale della società degli Ascoltatori: ciascuna coppia lavora nei campi, produce oggetti, esegue lavori pesanti o va' in guerra lavorando come una squadra.

Gli Alethi, con il loro sistema di Vocazioni femminili e maschili, alla vista delle coppie di guerra Parshendi ipotizzarono che si trattasse di una forma di apprendistato, nella quale un veterano (l'Ascoltatore con la barba) istruisce un cadetto (l'Ascoltatore rasato) . Non potevano immaginare che si trattasse invece di marito e moglie[12]

I Ritmi Modifica

Lente trasparente Per ulteriori informazioni su questo argomento, vedi anche Ritmi degli Ascoltatori

Tutti i Parshendi hanno la capacità unica di poter udire i Ritmi. Sostanzialmente gli Ascoltatori sono come delle "radio viventi", capaci di "sintonizzarsi" -spontaneamente o volontariamente- su un ritmo e di ascoltarlo. Il ritmo risuona allo stesso tempo in tutti i Parshendi; ciò vuol dire che se due di loro erano sintonizzati sullo stesso ritmo, non sarebbero incorsi in nessun tipo di sfasamento temporale, ed entrambi avrebbero sentito nello stesso istante le stesse identiche note. L'accuratezza dei Ritmi è così perfetta che i Parshendi li usano come una sorta di orologio per calcolare lo scorrere del tempo.[6] Questa abilità ha fatto ipotizzare agli Alethi che i Parshendi fossero dotati di qualche sorta di potere telepatico.

Caratteristica dei Ritmi è che influenzano il modo di parlare degli Ascoltatori. Essi sono influenzati a tal punto dalle canzoni da parlare a loro volta in modo ritmato e melodioso, come se stessero canticchiando.

Sintonizzarsi su un dato ritmo è semplice; è sufficiente concentrarsi appena sul ritmo che si vuole ascoltare o usare per comunicare. In mancanza di concentrazione era il corpo stesso dell'Ascoltatore che sceglieva spontaneamente il ritmo che più si adattava al suo stato d'animo.[6]

Canti degli Ascoltatori Modifica

Lente trasparente Per ulteriori informazioni su questo argomento, vedi anche Canti degli Ascoltatori


Usi e costumi Modifica

Riti di passaggio Modifica

Il giorno della prima trasformazione è una festa importante per i bambini degli Ascoltatori[6].

Riti funebri Modifica

I Parshendi non seppelliscono i morti né sono soliti cremarli. Gli Ascoltatori si limitano a lasciare i corpi esattamente dove sono caduti e per loro è vietato toccarli. Come è stato ben dimostrato durante la guerra delle pianure infrante, il solo muovere un cadavere scatenava le ire dei parshendi più vicini che consideravano quel gesto un vero e proprio sacrilegio.

Assassinio

Gli assassini nella società parshendi vestivano di bianco. Le ragioni vengono spiegate da Szeth:

Bianco per mostrarsi audace. Bianco per non confondersi nella notte. Bianco per dare un avvertimento.

–La Via dei Re: Prologo

FormeModifica

Lente trasparente Per ulteriori informazioni su questo argomento, vedi anche Forme degli Ascoltatori


Gli Ascoltatori rimanendo esposti all'aperto durante un'altempesta avevano la capacità unica di vincolarsi ad uno spren. Per attirare uno specifico spren, quello adeguato ai loro desideri, i parshendi dovevano affrontare l'altempesta con un atteggiamento specifico e cantare la specifica canzone[6]. Anche con questi accorgimenti l'elemento di casualità era inevitabile.

Quando scoprirono che gli umani avevano inventato un procedimento per intrappolare gli spren nelle gemme, gli Ascoltatori lo copiarono immediatamente, ben consci delle incredibili opportunità che riservava: uno spren prigioniero infatti poteva rendere il processo di trasformazione molto più affidabile[6].

Il legame con gli spren aveva effetti straordinari sugli Ascoltatori, andando a modificare il loro aspetto, le loro abilità fisiche e le loro capacità mentali. Questi cambiamenti erano noti con il nome di "Forme". Le vecchie canzoni menzionavano l'esistenza di centinaia di forme diverse ma nel 1173, i Parshendi ne conoscevano solo cinque[7].

Nonostante i cambiamenti che apportavano, le forme non cambiavano l'identità di un'individuo; al massimo ne cambiavano forma di pensiero, per cui per una forma bellicosa era difficile concepire processi di astrazione o per le forme operose era molto difficile diventare violenti. A detta di Eshonai, tuttavia, è possibile con il giusto impegno e la giusta disciplina riuscire a forzare gli "ostacoli" che le forme impongono.

Fonti Modifica

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