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Erano creature dal terribile potere distruttivo, forgiate nella Dannazione, create dall'odio

–La Via dei Re, capitolo 45

I Nichiliferi (Voidbringers) sono le leggendarie creature delle antiche desolazioni. La loro esatta natura non è nota ma si presume che siano parte delle forze al servizio di Odium.

Secondo il VorinismoModifica

Secondo il vorinismo, i nichiliferi sono le creature malefiche che popolavano la Dannazione, create dal Cosmoverso per controbilanciare la pura bontà dell'Onnipotente[1]. I nichiliferi provocarono l'esilio dell'umanità su Roshar e scatenarono le desolazioni per cacciare il genere umano nella dannazione. Essi tuttavia fallirono e furono sconfitti una volta per tutte durante Aharietiam.

Tradizioni popolariModifica

Dopo l'Ultima Desolazione i nichiliferi scomparvero dalla Storia: di loro non restano che miti e strani racconti.

Le popolazioni rurali credono che i nichiliferi siano creature che uscivano solo di notte per derubare i viandanti e punire gli sciocchi. La gente di città invece considerava i nichiliferi come una sorta di spren maligni che potevano possedere le persone e spingerle a compiere atti terribili[1][2].

Un'altra credenza popolare voleva che durante le altempeste i nichiliferi si aggirassero nell'oscurità distruggendo tutto ciò che incontravano sulla loro strada. [3]

Poteri e aspettoModifica

Le tipologie e i poteri delle varie forme di nichiliferi sono per il momento sconosciute. Le leggende descrivono i nichiliferi come:

Orrori di roccia e fiamme, alti dozzine di piedi, nemici i cui occhi ardevano d'odio.

–La Via dei Re, prologo

Sempre gli antichi miti riferiscono che mentre gli esseri umani possono trattenere la folgoluce solo per qualche minuto, i Nichiliferi pare che invece fossero in grado di trattenerla in modo perfetto.[4]

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Alla fine de La Via dei Re si viene a conoscenza delle ipotesi di Jasnah Kholin a proposito dei nichiliferi: la studiosa ritiene che essi non siano altri che i parshi e i parshendi. Queste creature, nell'antichità, restavano nascosti nelle terre selvagge[5] finché "qualcosa" li innescava e scatenava l'inizio della desolazione. In qualche momenti della Storia l'umanità è riuscita a schiavizzare i nichiliferi e a neutralizzarli per oltre 4500 anni.

In Parole di Luce vengono fatte ulteriori rivelazioni sui nichiliferi: stando alle parole di Schema, queste creature possiedono dei propri spren chiamati Nullaspren (in originale Voidspren). [6][7] Nel finale del libro i parshendi assumono la forma tempestosa ed evocano la Tempesta Infinita. Stando alle parole del Folgopadre essa è:

E' una cosa nuova, ma di tipo antico. Ora gira attorno al mondo e porta con sé i suoi spren. Chiunque tocchi del Vecchio Popolo assumerà le loro nuove forme.

–Parole di Luce, capitolo 89

FontiModifica

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