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Questo articolo riguarda il romanzo di Sanderson. Per il libro fittizio, vedi La Via dei Re (libro)
La Via dei Re
La Via dei Re
Informazioni
Autore: Brandon Sanderson
illustratore: Isaac Stewart

Greg Call
Ben McSweeney

1a Edizione originale: 2010
1a Edizione italiana: 2011
Editore: Fanucci Editore
Traduttore: Gabriele Giorgi
Copertina: Michael Whelan
Pagine: 1146
ISBN: 8834717740
Serie
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- Parole di Luce


La Via dei Re (in originale The Way of Kings) è un romanzo epic fantasy dello scrittore statunitense Brandon Sanderson Rappresenta il primo volume della saga delle Cronache della Folgoluce.

E' stato pubblicato negli Stati Uniti il 31 agosto 2010 dalla Tor Books mentre è arrivato sul mercato italiano il 1° dicembre 2011 per opera della Fanucci.

Sinossi Modifica

La Via dei Re consiste di un preludio alle Cronache della Folgoluce, di un prologo, 75 capitoli, 9 interludi e di un epilogo.

La vicenda vien narrata dai punti di vista di Kaladin, Dalinar Kolin e di Shallan Davar.

Preludio alle Cronache della Folgoluce Modifica

E' ambientato 4500 anni prima degli eventi del libro. Il preludio introduce l'Araldo Kalak uscito vivo da una battaglia sanguinosa, mentre è alla ricerca dei suoi compagni. Nel punto di ritrovo concordato trova ad aspettarlo solo Jezrien e un cerchio di sette spade. Questi spiega a Kalak che lui e gli altri Araldi hanno deciso di rompere il Giuripatto.

Kalak è molto dubbioso ma Jezrien cerca di rassicurarlo. Alla fine i due abbandonano le loro Lame e scaricano tutte le responsabilità su Talenel, l'unico Araldo caduto in combattimento, e l'unico che sarà costretto a tornare.

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Nel palazzo reale di Kholinar si festeggia il trattato di amicizia tra Alethi e Parshendi. Durante le celebrazioni, uno shin in vesti bianche chiamato Szeth si allontana dal banchetto e irrompe negli appartamenti di Gavilar Kholin, il Re degli alethi. Dopo un lungo combattimento lo shin riesce ad assassinarlo e fugge nella notte. La morte del sovrano, voluta dai Parshendi, scatenerà le ire degli Alethi che marceranno alla volta della Pianure Infrante per vendicarsi del vile omicidio.

Parte I: Sopra Silenzio Modifica

Kaladin è un brillante caposquadra dell'esercito del luminobile Amaram. A seguito di una delle schermaglie di confine cade in disgrazia e viene ridotto in schiavitù. Passato di padrone in padrone alla fine viene venduto ai campi militari alethi sulle Pianure Infrante. Viene assegnato alle squadre dei pontieri, e la miserabile vita che questi individui conducono, piegano lo spirito di Kaladin, come otto mesi di violenze e soprusi non avevano saputo fare. Giunto al limite, Kaladin decide di suicidarsi ma viene dissuaso dallo strano spren che da tempo lo segue. Animato da una nuova forza, l'uomo decide di fare un ultimo, disperato, tentativo per salvare i pontieri dal loro destino.

Shallan Davar è un'occhichiari di Jah Keved giunta a Kharbranth per incontrare la famigerata Jasnah Kholin, sorella del Re alethi, nonché una delle più grandi erudite del suo tempo. Shallan riesce ad avere un colloquio con Jasnah ma la donna rigetta la sua richiesta di apprendistato, perché la sua preparazione è insufficiente. Shallan non può arrendersi: suo padre è morto, lasciando la sua casata piena di debiti e nemici. La ragazza deve entrare nelle grazie di Jasnah per riuscire a rubare il suo animutante con il quale ripristinare le ricchezze della sua famiglia. Dopo diversi tentativi, la ragazza riesce nel suo intento di diventare la pupilla della principessa Alethi ma la parte difficile del suo sordido piano viene adesso.

Parte II: Le luci delle folgori Modifica

Kaladin cerca di ottenere la fiducia del Ponte Quattro ma l'impresa si rivela molto difficile: i pontieri sono apatici e diffidenti, troppo piegati dal destino per riuscire a riscattarsi. Durante una sortita l'ex-lanciere salva diversi membri feriti della squadra e riesce a riportarli alle caserme dell'accampamento. La notizia si diffonde e gli occhichiari stabiliscono che i feriti non riceveranno né cibo né paga finché non saranno in grado di lavorare: vogliono fare dei feriti un esempio per tutti, condannandoli ad una lenta agonia. Kaladin chiede aiuto ai membri del Ponte 4 -servono cibo e denaro- ma da loro riceve solo derisione. Solo Roccia e successivamente Teft sono disposti ad aiutarlo. I tre si dedicano alla raccolta della nodoserba e ne estraggono il prezioso antisettico usandolo per i feriti e rivendendolo ad un buon prezzo ad un farmacista; i soldi ricavati vengono investiti per preparare uno stufato serale che attira i pontieri. Alla fine, la maggioranza del Ponte Quattro inizia a seguire le direttive di Kaladin.

Dalinar Kholin negli ultimi mesi riceve strane visioni, nel corso delle altempeste, che gli chiedono di unire il suo popolo. E' l'unico a rendersi conto dell'inutilità della guerra che stanno combattendo, da ormai quasi sei anni per vendicare la morte di Gavilar. Dalinar vorrebbe tornare a casa e spingere per una reale unificazione della sua gente ma l'unico modo per farlo è chiudere i conti con i Parshendi. Per questo motivo, Dalinar chiede al Re la carica di Altoprincipe della Guerra ma il nipote è scettico sui discorsi dello zio e gli promette che gli concederà il titolo solo se riuscirà a dimostrare che gli altri altoprincipi sono disposti a lavorare con lui. Tuttavia il Re è più preoccupato per la sua vita che alle sorti della guerra e del regno. Ossessionato dall'idea di trovare il responsabile che avrebbe attentato alla sua vita durante la battuta di caccia all'Abissale, e frustrato dagli scarsi risultati delle ricerche di Dalinar, il sovrano nomina Sadeas, Altoprincipe dell'Informazione, dandogli autorità di completare le indagini. Mentre il figlio Adolin cerca di covincerlo che Sadeas cercherà di distruggere la sua casata, Dalinar inizia a contattare gli altoprincipi per cercare di formare un'alleanza; tutti rifiutano ritenendolo ormai debole e finito. Stanco delle polemiche e dal comportamento ottuso dei suoi pari, Dalinar matura l'idea di abdicare a favore di Adolin, sperando che questo possa aiutare la loro causa.

Parte III: Morenti Modifica

Finalmente alla guida del Ponte Quattro, Kaladin inizia a studiare a un modo per salvare i suoi uomini. Studiano la struttura dei ponti mette a punto il "trasporto laterale" che permetterà ai suoi uomini di usare il ponte stesso come uno scudo. La nuova tecnica viene sperimentata sul campo, ed è un disastro. Mentre gli uomini di Kaladin riescono a posizionare il ponte e a uscire illesi dalla battaglia, la nuova manovra ha portato alla sconfitta dell'esercito perché le altre squadre pontieri sono state massacrate, chi nel tentativo di imitare il Ponte Quattro, chi sotto il fuoco concentrato dei Parshendi. Il luminobile Lamaril, responsabile delle squadre pontieri viene considerato responsabile della disfatta e decapitato, mentre Kaladin è costretto ad affrontare il giudizio del Folgopadre. Rimasto per ore in balia dell'altatempesta, viene ritrovato mezzo morto dai suoi uomini Nei giorni successivi Kaladin lotta tra la vita e la morte ma viene salvato da Teft che comprende la sua vera natura e lo aiuta a curarsi con la folgoluce. Tornato in salute, il capoponte si lascia scoraggiare dall'aver appreso la reale natura dei pontieri: sono solo delle esche. Riesce a superare la sua crisi udendo per la prima volta gli ideali dei cavalieri radiosi, e decide che per i suoi uomini c'è una sola via di salvezza: fuggire. Per farlo occorrerà combattere e per questo Kaladin inizia ad addestrare il Ponte Quattro, nel segreto dei burroni delle Pianure Infrante.

Shallan continua i suoi studi con Jasnah e finalmente, dopo una discutibile lezione di filosofia, le si presenta l'occasione per rubare l'animutante e completare la missione. Dopo aver effettuato lo scambio, la ragazza decide di rimanere con l'erudita ancora per qualche settimana, sia per non insospettirla e sia per cercare di capire come funziona l'antica reliquia. In realtà a Shallan piace stare a Kharbranth e abbandonare questa vita è più doloroso di quanto non pensasse. Ad un giorno dalla partenza, rivela a Kabsal, il giovane fervente che da tempo la corteggia, che sta per tornare a casa. L'uomo è amareggiato e prima che vada via vuole che lei gli realizzi uno dei suoi celebri ritratti. Shallan si mette all'opera ma durante l'esecuzione si accorge di strane ed inquietanti creature che la stanno osservando. Spaventata, Shallan fugge nella sua camera dove percepisce una voce che le permette di viaggiare a Shadesmar. Shallan riesce ad animutare un calice in sangue ma non potrebbe farlo in un momento peggiore: Jasnah è alla sua porta e sta per entrare. Nel panico, Shallan inscena il suo suicidio, unico modo per giustificare la pozza di sangue ai piedi del suo letto. Portata in ospedale, la ragazza ritrova Kabsal e Jasnah e ha momenti felici insieme a loro. La situazione precipita di nuovo perché sia il fervente che Shallan cadono a terra privi di forze. Capendo di essere stata avvelenata e che solo Jasnah può salvarle la vita, la ragazza riconsegna alla principessa l'animutante rubato. Al suo risveglio, Jasnah manifesta tutta la sua delusione per l'allieva e le dice che Kabsal era una spia dei suoi nemici che ha tentato di assassinarla con del veleno. Qualcosa deve essere andato storto nei suoi piani perché alla fine è rimasto ucciso dal suo stesso sotterfugio. In pochi minuti, Shallan ha perso il suo primo amore, la sua vita al fianco di Jasnah e perfino l'animutante. Sconfitta, inizia a piangere.

Parte IV: L'illuminazione della tempesta Modifica

L'indagine di Sadeas giunge alla conclusione e, a sorpresa, il luminobile scagiona lo Spinanera da ogni accusa di tradimento. Trovata conferma che le visioni non mentivano, Dalinar chiede a Sadeas un'alleanza militare e l'altoprincipe accetta. Nelle settimane successive i loro eserciti effettuano una serie di attacchi congiunti agli altopiani, ottenendo una lunga serie di vittorie. Nel frattempo Dalinar vuole saperne di più sulle sue visioni, e su consiglio di Renarin, permette a Navani di partecipare alle "crisi" e di registrare il contenuto di ciò che l'altoprincipe vede.

La situazione per il Ponte Quattro si fa drammatica. Gli assalti congiunti costringono i pontieri a scendere in battaglia praticamente ogni giorno e le assurde richieste del sovrintendente delle squadre pontieri, costringono gli uomini di Kaladini a turni extra di lavoro sfiancanti. L'ex-lanciere capisce che di questo passo, nonostante i suoi sforzi, la sua squadra sarà annientata: la loro fuga non può più essere rimandata. Mentre prende finalmente consapevolezza dei suoi poteri, Kaladin accelera l'addestramento militare dei suoi uomini ed escogita un brillante piano per guadagnare tempo e minimizzare le perdite tra i pontieri. Sul campo di battaglia si trasforma in un'esca, sfoggiando un'armatura fatta di ossa parshendi, fatta apposta per far infuriare il nemico e attirare su di se le salve di frecce nemiche.

Lo studio delle visioni si rivela fruttuoso. Navani riconosce una frase pronunciata da Dalinar durante una delle crisi e riesce a ricollegarla all'Albacanto, dimostrando che le visioni mostrano eventi reali. Successivamente Dalinar e Sadeas portano le loro truppe sull'altopiano della Torre: si tratta della battaglia più importante della loro campagna. La Torre è infatti vasto e permette di schierare grossi numeri. Sconfiggere qui i Parshendi significherebbe distruggere le loro capacità militari. Sarebbe una svolta nella guerra. Le cose purtroppo non vanno come previsto; nel bel mezzo della battaglia infatti, Sadeas tradisce Dalinar e lo abbandona in balia del nemico sull'altopiano.

Il Ponte Quattro ha la sua migliore occasione per fuggire dalle Pianure ma assistendo alla carneficina dell'esercito dei Kholin, decide di rinunciarvi per andare a salvare quei poveri soldati. Kaladin pronuncia il Secondo Ideale e grazie ai suoi poteri riesce a mantenere alla larga i parshendi dal ponte posizionato fino all'arrivo delle truppe dei Kholin.

Dalinar è stupefatto dalle azioni dei pontieri e come ringraziamento decide di salvarli e di donargli la libertà. Sadeas ritiene gli schiavi incedibili e allora Dalinar gli propone un'offerta che non può rifiutare: la sua stratolama per le vite dei pontieri.

Parte V: Silenzio sopra Modifica

Shallan è ancora scossa dalla morte di Kabsal e dal suo completo fallimento con Jasnah. Mentre ripercorre quei momenti drammatici, si accorge che una serie di dettagli non tornano. La ragazza affronta la principessa alethi e le dice che il suo animutante è un falso e le dimostra che è capace di viaggiare a Shadesmar. Le due i riappacificano e Jasnah condivide i suoi segreti con la pupilla. Tutte le prove dimostrano che i parshi sono gli antichi Nichiliferi e che per risolvere l'enigma occorre recarsi alle Pianure Infrante.

Szeth si reca a Kharbranth per uccidere il suo ultimo bersaglio: Re Taravangian. Con sua sorpresa l'uomo si rivela essere il suo padrone e gli mostra cosa sta facendo, giustificandosi che presto il mondo navigherà in brutte acque. L'uomo assegna allo shin una nuova missione: andare alle Pianure Infrante e uccidere Dalinar Kholin.

Dalinar affronta Elhokar. Sadeas gli ha rivelato infatti che la storia della cinghia è stata una farsa montata dal sovrano. Dalinar dimostra al nipote che deve fidarsi di lui e gli spiega che le sue scellerate azioni hanno quasi annientato la casata Kholin. Dalinar è deciso inoltre a porre fine al conflitto e per questo chiede al re la nomina di Altoprincipe della Guerra e il permesso di estendere i Codici a tutti i campi alethi.

Kaladin incontra Dalinar in tarda serata. L'altoprincipe non solo lo nomina capitano e gli affida l'addestramento di tutti i pontieri liberati, ma lo mette anche a capo della sua scorta. Kaladin torna dai suoi uomini e per la prima volta si ritrovano attorno al fuoco come uomini liberi. Kaladin è felice, per la prima volta da molto tempo.

Dalinar riceve una nuova visione. Coincide con la prima che ha ricevuto molto mesi fa. L'uomo che lo ha guidato si mostra e Dalinar, dal suo comportamento, capisce che non può sentirlo e che in realtà è stato lui stesso a travisare i messaggi che riceveva. L'uomo si rivela essere nientemeno che l'Onnipotente...purtroppo per l'umanità egli è morto e le visioni sono un ultimo messaggio, un ultimo tentativo di avvisarli e salvare i suoi figli.

Ai cancelli di Kholinar scoppia il caos: dal nulla è apparso uno stratoguerriero, che afferma di essere nientemeno che l'Araldo Taln. L'uomo li avverte che la Vera Desolazione è giunta e che lui ha fallito.

Personaggi e POV Modifica

La Via dei Re segue la storia in terza persona vissuta dal punto di vista (point of view, POV) di tre personaggi principali e di una decina di personaggi minori. La maggior parte dei questi ultimi vengono mostrati durante i brevi Interludi che separano le varie parti del libro:

Personaggi POV principali

Personaggi POV minori



Sommario Capitoli Modifica

La Via dei Re - Libro I

Preludio a Le cronache della Folgoluce
Prologo: Uccidere
Cap 1: Folgoeletto
Cap 2: L’Onore è morto
Cap 3: La città dei campanelli
Cap 4: Le pianure infrante
Cap 5: Eretica
Cap 6: Ponte Quattro
Cap 7: Ragionevolezza
Cap 8: Prossimo alla fiamma
Cap 9: Dannazione
Cap 10: Storie di chirurghi
Cap 11: Gocce
I-1: Ishikk
I-2: Nan Balat
I-3: La gloria dell’ignoranza
Cap 12: Unità
Cap 13: Dieci battiti di cuore
Cap 14: Giorno di paga
Cap 15: L’esca
Cap 16: Bozzoli
Cap 17: Un tramonto rosso sangue
Cap 18: Altoprincipe di Guerra
Cap 19: Pioggia di stelle
Cap 20: Scarlatto
Cap 21: Perche’ gli uomini mentono
Cap 22: Occhi, mani o sfere?
Cap 23: Molti usi
Cap 24: La galleria delle mappe

Cap 25: Il macellaio
Cap 26: Immobilità
Cap 27: Servizio burrone
Cap 28: Decisione
I-4: Rysn
I-5: Axies il collezionista
I-6: Un’opera d’arte
Cap 29: Errorganza
Cap 30: Oscurità invisibile
Cap 31: Sotto la pelle
Cap 32: Trasporto laterale
Cap 33: Cimatica
Cap 34: Folgomuro
Cap 35: Una luce per vedere
Cap 36: La lezione
Cap 37: Lati
Cap 38: Contemplatore
Cap 39: Impresse in lei
Cap 40: Occhi di rosso e blu
Cap 41: Di Alds e Milp
Cap 42: Mendicanti e cameriere
Cap 43: Il derelitto
Cap 44: Il Pianto
Cap 45: Shadesmar
Cap 46: Tanavast
Cap 47: Benedizioni
Cap 48: Fragola
Cap 49: Passione
Cap 50: Polvere rompischiena

Cap 51: Sas Nahn
I-7: Baxil
I-8: Geranid
I-9: La morte indossa il bianco
Cap 52: Una strada per il sole
Cap 53: Dunny
Cap 54: Blateruglio
Cap 55: Un Broam di smeraldo
Cap 56: Quel libro folgorato
Cap 57: Velabonda
Cap 58: Il viaggio
Cap 59: Un Onore
Cap 60: Ciò che non possiamo avere
Cap 61: Giusto per sbaglio
Cap 62: Tre glifi
Cap 63: Paura
Cap 64: Un uomo di estremi
Cap 65: La Torre
Cap 66: Codici
Cap 67: Parole
Cap 68: Eshonai
Cap 69: Giustizia
Cap 70: Mare di vetro
Cap 71: Registrato nel sangue
Cap 72: Veristitaliana
Cap 73: Fiducia
Cap 74: Sanguispettro
Cap 75: In cima
Epilogo: Di maggior valore

Voci correlate Modifica

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