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La lettera è una documento che compare negli epigrafi de Parole di Luce, (dal capitolo 59 al capitolo 75). La lettera si suppone che sia in risposta a quella presente ne La Via dei Re e che sia pertanto indirizzata ad Arguzia. Il mittente è sconosciuto ma rivela nuovi dettagli riguardo le dinamiche del cosmoverso.

ContenutoModifica

Indirizzerò questa lettera al mio ‘vecchio amico’, dato che non ho idea di quale nome tu stia usando al momento[1].Hai ceduto la gemma, ora che è morta? E non ti nascondi più dietro il nome del tuo vecchio maestro? Mi è stato detto che nella tua attuale incarnazione hai preso un nome che fa riferimento a quella che presumi essere una delle tue virtù[2].Sospetto che sia un po’ come una puzzola che si dà un nome per il suo stesso fetore[3].

Ora, guarda cosa mi hai fatto dire. Sei sempre stato capace di tirar fuori le cose più estreme dentro di me, vecchio amico. E io continuo a chiamarti amico, per quanto tu mi logori[4].Sì, sono deluso. Eternamente, per usare le tue parole[5].La distruzione che abbiamo provocato non è sufficiente? I mondi che ora calpesti recano il tocco e il progetto di Adonalsium. La nostra interferenza finora non ha portato altro che dolore[6].Il mio sentiero è stato scelto in modo molto intenzionale. Sì, concordo con tutto ciò che hai detto su Rayse, incluso il grave pericolo che rappresenta[7].Comunque, mi sembra che tutte le cose siano state organizzate per uno scopo, e se noi – come infanti – ci aggiriamo incespicando per l’officina, rischiamo solo di esacerbare un problema, non di prevenirlo[8].

Rayse è prigioniero. Non può lasciare il sistema in cui ora abita. Pertanto il suo potenziale distruttivo è inibito[9].Che questo fosse il progetto di Tanavast o no, sono passati millenni senza che Rayse prendesse la vita di un altro dei sedici. Per quanto mi dolga della grave sofferenza che Rayse ha causato, non credo che potessimo sperare in un esito migliore di questo[10].Egli porta il peso dell’odio divino di Dio stesso, separato dalle virtù che gli davano contesto. È quello che noi lo abbiamo reso, vecchio amico. Ed è quello che lui, purtroppo, desiderava diventare[11].Sospetto che ora sia più una forza che un individuo, malgrado tu insista per il contrario. Quella forza è contenuta e un equilibrio è stato raggiunto[12].

Tu, però, non sei mai stato una forza dell’equilibrio. Tu ti trascini dietro il caos come un cadavere tirato per una gamba tra la neve. Per favore, ascolta la mia supplica. Lascia quel posto e unisciti a me nel mio giuramento di non-intervento[13].Il cosmoverso stesso potrebbe dipendere dal nostro autocontrollo[14].

FontiModifica

Epigrafi
La Via dei Re Rantoli della MorteLa Lettera (La Via dei Re)Appunti di Jasnah Kholin
Parole di Luce Diario personale di Navani KholinCanti degli AscoltatoriParole di LuceLa Lettera (Parole di Luce)Il Diagramma

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