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Il Diario personale di Navani Kholin è un resoconto della vita di Navani Kholin. I suoi estratti sono utilizzati come epigrafi nella parte prima del secondo romanzo delle Cronache della Folgoluce.

Storia Modifica

Navani aggiorna il suo diario personale nel Jeseses dell'anno 1174, che coincide con il Giorno di Luce di quell'anno, ovvero il giorno in cui il conto alla rovescia giunge al termine e si scatena la battaglia di Narak. Le annotazioni seguenti sono registrate nei due giorni successivi, il Jesesan e il Jesesach. Nel diario, Navani spiega il cambio di strategia dei Parshendi e giustifica la scarsa reazione della casata Kholin e di lei a quegli eventi.

ContenutoModifica

Jeseses 1174Modifica

A essere del tutto sincera, la colpa di ciò che è successo in questi ultimi due mesi ricade su di me. La morte, la distruzione, la perdita e il dolore sono il mio fardello. Avrei dovuto prevederlo. E avrei dovuto impedirlo[1].

Il nostro primo indizio furono i Parshendi. Perfino settimane prima che abbandonassero la loro ricerca delle cuorgemme, il loro schema di combattimento cambiò. Si attardavano sugli altopiani dopo le battaglie, come in attesa di qualcosa[2].

I soldati riferivano di essere osservati da lontano da un inquietante numero di esploratori parshendi. Allora notammo un nuovo schema nella loro penetrazione vicino ai campi nella notte e nella successiva, rapida ritirata. Posso solo ipotizzare che i nostri nemici perfino allora stessero preparando il loro stratagemma per porre fine a questa guerra[3].

L’indizio successivo giunse sui muri. Non ignorai questo segno, ma non afferrai nemmeno le sue complete implicazioni[4].

Il segno sul muro lasciava intendere un pericolo perfino maggiore della sua scadenza. Prevedere il futuro è una capacità dei Nichiliferi[5].

Jesesan 1174Modifica

Non abbiamo mai considerato che potessero esserci delle spie parshendi nascoste tra i nostri schiavi. Questa è un’altra cosa che avrei dovuto prevedere[6].

Jesesach 1174Modifica

Ero impreparata alla sofferenza causata dalla mia perdita: come una pioggia inattesa, giunse da un cielo limpido e si abbatté su di me. La morte di Gavilar anni fa mi travolse, ma questo... questo quasi mi annichilì[7].

Non cerco di usare la mia sofferenza come una scusa, ma è una spiegazione. La gente si comporta in modo strano poco dopo una perdita inattesa. Anche se Jasnah era stata via per qualche tempo, la sua perdita fu inaspettata. Io, come molti, supponevo che fosse immortale[8].

Voglio pensare che, se non fossi stata sotto il giogo della sofferenza, avrei visto prima il pericolo in arrivo. Eppure, in tutta onestà, non sono certa che si potesse fare qualcosa[9].

Ma, comprensibilmente, eravamo concentrati su Sadeas. Il suo tradimento era ancora recente e ne vedevo i segni ogni giorno quando passavo davanti a caserme vuote e vedove in lutto. Sapevamo che Sadeas non se ne sarebbe stato con le mani in mano a contemplare con orgoglio i suoi massacri. Sarebbe arrivato altro[10].

Purtroppo ci concentrammo così tanto sui complotti di Sadeas che non ci accorgemmo dello schema mutato dei nostri nemici, gli assassini di mio marito, il vero pericolo. Mi piacerebbe sapere cosa provocò la loro improvvisa, inspiegabile trasformazione[11].

FontiModifica

Epigrafi
La Via dei Re Rantoli della MorteLa Lettera (La Via dei Re)Appunti di Jasnah Kholin
Parole di Luce Diario personale di Navani KholinCanti degli AscoltatoriParole di LuceLa Lettera (Parole di Luce)Il Diagramma

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