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Dalinar Kholin
Dalinar
Fan art di ex-m[1]
Status personale
Status

Vivo

Prima apparizione

La Via dei Re: Capitolo 12

Data di nascita

1123

Titoli
  • Altoprincipe di Alethkar
  • Altoprincipe della Guerra
  • Spinanera
Lignaggio

Casata Kholin

Nazionalità

Alethi

Arma

Giuramento

Poteri

Vincolaflussi (Forgialegami)

Status familiare
Fratelli

Gavilar

Coniuge

Shshshsh

Figli
Caratteristiche fisiche
Razza

Umana

Sesso

Maschio

capelli

Neri

occhi

azzurri

Status professionale
Affiliazione
Occupazione

Luminobile

Dalinar Kholin è uno degli altoprincipi di Alethkar e attuale Altoprincipe della Guerra. Conosciuto come lo Spinanera per la sua ferocia in battaglia e per le sue grandi abilità strategiche, Dalinar aiutò suo fratello Gavilar Kholin a riunire gli alethi sotto un'unica nazione. E' lo zio di Re Elhokar e Jasnah, e ha due figli di cui è estremamente orgoglioso: Adolin e Renarin.

Aspetto Modifica

Dalinar era un uomo alto, con occhi azzurri e capelli neri tagliati corti, che si erano imbiancati nella regione delle tempie. Il suo volto aveva fattezze massicce e dure, degno per un guerriero ma certamente non bello.[1]

Storia Modifica

Giovinezza e vita adulta Modifica

Dalinar nacque nel 1123[2], secondogenito dell'altoprincipe Kholin. Crebbe a Kholinar insieme al fratello Gavilar per il quale nutriva grande rispetto. Durante la sua giovinezza visitò l'occidente, in particolare la regione di Sela Tales e del Purolago.[3]. Ebbe modo di conoscere e innamorarsi di Navani ma quando si accorse che il fratello la desiderava, Dalinar si fece da parte e permise ai due di sposarsi.

Nel 1143 vincolò a se la stratolama Giuramento[4] e guidò le armate del fratello contro quella degli altri principiati con l'obiettivo di conquistarli e forgiare un regno unito.

Durante queste campagne militari il nome di Dalinar diventa celebre, come quello di un grande stratega e di un guerriero feroce e implacabile al punto che viene soprannominato lo "Spinanera". Intorno al 1150 Dalinar si sposa con Shshshsh e da lei ha due bambini: Adolin e Renarin. Tredici anni dopo, la moglie morirà in circostanze non ancora note e Dalinar si reca di nuovo nell'occidente, alla ricerca della Guardiana della Notte. Il desiderio espresso dall'alethi non è noto ma la maledizione che riceve è terribile: il nome e il ricordo dell'adorata moglie sono cancellati dalla mente del condottiero e qualora ne udisse il nome da altri, al suo posto sentirebbe solo il fruscio del vento.[5][6]

La scoperta dei Parshendi Modifica

Negli anni successivi Dalinar assistette a cambiamenti bizzarri nel carattere del fratello: la sua sete di battaglia si era placata, stava riportando in auge gli antichi Codici e aveva iniziato la lettura di un libro considerato eretico, noto come La Via dei Re. Il comportamento del Re diede adito a sussurri da parte di luminobili e soldati e molti cominciavano a dire che il Re fosse diventato un debole[7]. Per porre fine alle dicerie e far ricordare al fratello i bei tempi della giovinezza, Dalinar invitò Gavilar ad una caccia al granguscio e non uno qualunque:ad un leggendario abissale.

Nel 1166 i due partono così alla volta dell'oriente. In una foresta a sud delle Pianure Infrante tuttavia avviene un incontro inatteso: la spedizione s'imbatte in una pattuglia di parshi apparentemente intelligenti.[7] Queste creature vengono ribattezzate con il nome di Parshendi. Gavilar s'interessa molto a questo popolo e instaura con loro un dialogo costruttivo che culmina, nell'anno successivo, nella firma di un trattato a Kholinar.

La morte di Gavilar Modifica

Subito dopo i festeggiamenti per la firma del trattato, i Parshendi incaricano uno shin vestito di bianco di assassinare Gavilar. Mentre il Re combatte per la propria vita, Dalinar è riverso su un tavolo, privo di sensi, stordito dall'alcol[8][9]. Al suo risveglio scopre l'amara verità e ordina immediatamente ad un reparto di cavalleria di inseguire la delegazione parshendi in fuga[10]. Nel frattempo, Sadeas gli mostra una tavola di legno che ha recuperato dal luogo dell'assassinio; quando Jasnah legge per loro[9] le parole riportate su di essa, scoprono che si tratta di un'eredità spirituale lasciata da Gavilar[11] al fratello:

FRATELLO DEVI TROVARE LE PAROLE PIÙ IMPORTANTI CHE UN UOMO PUÒ DIRE.

Carico di dolore e rimpianto e non capendo il senso delle ultime volontà di Gavilar, Dalinar aderisce al Patto di Vendetta e parte con assieme agli altri altoprincipi per muovere guerra ai parshendi.

La Guerra della Resa dei Conti (1167-1173) Modifica

Giunti sulle Pianure Infrante gli alethi si rendono conto che i Parshendi si sono ritirati nel cuore degli altopiani. Dalinar decide di assediare il nemico, circondando le pianure e aspettando che esauriscano le loro scorte di viveri. Il piano viene rapidamente stravolto dalla scoperta delle cuorgemme contenute negli abissali: una sola di quelle pietre se utilizzate da un'animutante è capace di provvedere alle esigenze di un esercito per mesi e mesi. Capendo che il nemico possiede i fabrial, Dalinar modifica la strategia e inizia a contendere ai parshendi la conquista di ogni singola cuorgemma. La battaglia conseguente a queste contese aiuterà a sfoltire i ranghi dei nemici finché essi non avranno più la capacità di continuare la guerra.

L'idea sembra funzionare: nel primo anno di guerra, Dalinar riesce perfino a strappare al nemico degli strati[12], ma ben presto la guerra degenera in una gara tra gli altoprincipi per accaparrarsi le gemme. Questo, unita alla prudenza del nemico che si ritira non appena le perdite diventano consistenti contribuisce a prolungare inaspettatamente il conflitto, che si trascinerà per altri cinque anni.

Eventi recenti Modifica

La Via dei Re Modifica

Nel 1173 Jasnah riferisce allo zio un'importante scoperta: le ultime parole scritte di Gavilar sono in realtà una citazione tratta da "La Via dei Re"[9]. Dalinar si procura subito una copia e si fa leggere il libro dalle sue scrivane, senza però riuscire a decifrare il senso delle parole del fratello. Pochi mesi dopo,durante l'infuriare di un'altempesta, Dalinar ha una "crisi" che lo lascia inerme e preda di visioni, durante le quali vede gli antichi Cavalieri Radiosi e una voce gli chiede di unire il suo popolo perché la Vera Desolazione sta per arrivare.

Tutto questo cambia profondamente il condottiero alethi. Finalmente comprende le preoccupazioni che afflissero Gavilar anni prima: gli alethi non erano un popolo unito. Perfino in una guerra logorante come quella sulle Pianure Infrante, gli eserciti degli altoprincipi rifiutavano di collaborare tra loro e si comportavano come armate straniere tra loro alleate. Capisce così, che unificare realmente Alethkar è una priorità assoluta e che l'unico modo per riuscirci è porre fine alla guerra e rafforzare l'autorità di suo nipote, il Re.

Dalinar trascura le sortite sugli altopiani in favore della politica. Questo comportamento "poco alethi", insieme alle dicerie sulle sue crisi e all'osservanza dei Codici - vista come una bizzarria - indeboliscono gradualmente la reputazione dello Spinanera: troppi iniziano a sussurrare che sia diventato debole come lo era Gavilar alla fine dei suoi giorni.

Dalinar ha modo di ricordare a tutti il suo valore durante una caccia all'abissale voluta dal Re; durante il combattimento Elhokar cade da cavallo e Dalinar si precipita a salvarlo, reggendo da solo il colpo della titanica creatura[4]. Successivi accertamenti svelano che la caduta potrebbe non essere stato un incidente: il sottopancia della sella era rotto e sembra non solo a causa dell'usura.

Una settimana dopo[12],Dalinar riferisce al sovrano i primi esiti dell'inchiesta e ne approfitta per discutere del Re di un modo per porre fine alla guerra e tornare ad Alethkar. La discussione non va come previsto e alla fine Dalinar chiede la nomina ad Altoprincipe della Guerra, con l'autorità di poter coordinare gli sforzi bellici degli alethi. Il Re è scettico che lo zio possa davvero controllare gli altiprincipi e così gli domanda una prova sul campo.

Dalinar cerca così di convincere i suoi pari a collaborare nelle sortite ma i risultati sono deludenti. Come se ciò non bastasse,, Elhokar, evidentemente poco soddisfatto dall'indagine di Dalinar, concede a Sadeas il titolo di Altoprincipe dell'Informazione. Adolin vede nell'accresciuto potere di Sadeas una minaccia gravissima per la Casata Kholin, eppure il padre si ostina a volersi fidare del rivale e del giudizio del Re. Quando anche l'ultimo degli altoprincipi rifiuta la sua proposta, Dalinar vede nel suo operato un fallimento completo e decide di abdicare in favore del figlio.[7]

Tempo dopo, Sadeas conclude la sua inchiesta e scagiona la Casata Kholin da ogni accusa di tradimento. Finalmente certo che le visioni non mentano, Dalinar chiede a Sadeas di collaborare nelle sortite e e l'altoprincipe accetta. Nelle settimane successive, mentre i suoi eserciti ottengono numerose vittorie sulle Pianure, Dalinar decide che deve saperne di più sulle sue visioni. Su consiglio del figlio Renarin, permette a Navani di partecipare e registrare il contenuto delle visioni.

Durante una di queste sedute Navani riconosce una particolare frase e riesce a ricollegarla nientemeno che all'Albacanto, dimostrando così che le visioni mostrano eventi reali accaduti nel passato. [13]

Successivamente Dalinar e Sadeas affrontano la battaglia più importante della loro campagna e portano le loro truppe sul vasto altopiano della Torre. Qui sia gli alethi che i parshendi possono schierare grossi contingenti e una vittoria qui significherebbe distruggere le capacità militari del nemico e dare una svolta alla guerra. Le cose purtroppo non vanno come previsto; nel bel mezzo della battaglia infatti, Sadeas tradisce Dalinar e lo abbandona in balia del nemico sull'altopiano.[14]

Proprio quando tutto sembra perduto una squadra di pontieri viene avvistata al limitare dell'altopiano. E' la loro migliore occasione per fuggire dalla trappola, e senza pensarci due volte, Dalinar ordina all'armata di marciare verso il ponte. Durante l'evacuazione delle truppe uno stratoguerriero parshendi si mostra allo Spinanera e ingaggia con lui un duello. Dalinar viene praticamente sconfitto dall'avversario ma prima che questi possa fare la mossa decisiva, un giovane lanciere occhiscuri porta al sicuro l'altoprincipe.

Dalinar è stupefatto dal coraggio dimostrato dai pontieri e come ringraziamento decide di donare loro la libertà. Tornati ai campi alethi, Sadeas, come prevedibile, ritiene gli schiavi incedibili bramando su di loro una dolce vendetta. Allora Dalinar gli propone un'offerta che il rivale non può rifiutare: la sua stratolama per le vite dei pontieri.[15]

Dalinar nomina Kaladin comandante dell'unità di ex-schiavi e gli conferisce il grado di capitano. Si reca quindi da Elhokar e gli da' una sonora lezione per aver messo la casata Kholin in grave pericolo per l'insulsa faccenda della cinghia: è stato il Re ad architettare la messinscena, solo per vedere se lo zio prestava davvero attenzione alle sue richieste di sicurezza. Dalinar informa il nipote che i recenti avvenimenti gli hanno fatto aprire gli occhi, ed è arrivato il momento di porre fine ai giochi e rimettere in riga gli altoprincipi.

Nella successiva altempesta Dalinar viene di nuovo catapultato in una visione. Scopre che la voce che aveva sempre udito apparteneva davvero all'Onnipotente ma che questo non era in grado di ascoltare le sue domande né tantomeno fornirgli delle risposte; le parole di Dio non era una conversazione ma una registrazione. Dalinar si rende così conto che ha male interpretato le visioni e che Dio non gli aveva mai detto di unire specificatamente Alethkar, né di fidarsi di Sadeas. L'entità, o il suo ricordo, lo informa infine che non potrà aiutarli per ciò che sta arrivando: lui è morto, ucciso da Odio.[16]

Fonti Modifica

Casata Kholin
Membri Dalinar KholinGavilar KholinNavani KholinShshshshAdolin KholinRenarin KholinJasnah KholinElhokar KholinAesudan Kholin


Altiprincipi
Alethkar AladarBethabDalinar KholinHathamRutharRoionSebarialTorol SadeasThanadalVamah
Jah Keved AbrialBoriarEvinorJal MalaValam

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