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Rappresentazione di un Abissale (tratto dalla raccolta "Bozzetti di Shallan")

Gli Abissali (Chasmfiends) conosciuti tra i Parshendi come Ulo Mas Vara, sono un tipo di grangusci che dimorano nelle voragini delle Pianure Infrante. Le preziose cuorgemme che nascondono nel loro corpo sono diventate il fulcro della guerra tra Alethi e Parshendi.

AspettoModifica

Gli Abissali sono creature enormi che possono superare i cinquanta piedi di altezza[1][2]. Il loro sangue è viola, dello stesso colore del carapace ad incastro di cui sono ricoperti.

La testa è a forma di punta di freccia, grande abbastanza per permettere alle sue fauci, piene di mandibole dentellate, di inghiottire un intero chull[3]. Gli occhi, posti ai lati del cranio, sono interamente di colore verde.

Il verso degli abissali è particolare perché è quadritonale, ossia con quattro toni di stridii che si sovrappongono l'un l'altro[3]

Nella parte anteriore del corpo presentano quattro chele, grandi ciascuna come un cavallo,che usano per afferrare e stritolare le prede e capaci addirittura di danneggiare una stratopiastra[2]. Sette paia di zampe acuminate spuntano dal resto del corpo e sostengono il peso della creatura permettendole perfino di ergere il busto in posizione eretta, in modo da torreggiare sulle prede in fuga. Il corpo affusolato termina in una coda piatta e biforcuta.

Così come gli altri grangusci, intorno agli abissali danzano branchi di misteriosi Spren di colore argento e dalla forma di una freccia. [4][5].

Ciclo vitale Modifica

Gli Abissali vivono in branchi ai margini orientale e meridionale delle Pianure Infrante. I cuccioli, quando arriva il momento della pupa si addentrano tra le voragini e raggiungono il margine occidentale delle pianure, dove, spesso di notte[6], si arrampicano sugli altopiani e costruiscono la crisalide. Nello stadio pupale, gli abissali sono relativamente vulnerabili[4] perché incapaci sia di muoversi che difendersi; tuttavia il loro bozzolo rappresenta una difesa formidabile perché ha la durezza della roccia. Malgrado ciò, una piccola squadra di esseri umani, se opportunamente equipaggiata - con martelli, picconi o stratolame - è in grado di uccidere la creatura, scavare nella parete del bozzolo e recuperare la preziosa cuorgemma, incastrata in un complesso sistema di vene e tessuti organici.
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La rappresentazione mostrata da Jasnah

La guerra della resa dei conti è ampiamente degenerata in una gara tra gli altoprincipi per chi conquista più cuorgemme, con tanto di classifica aggiornata. Una competizione che secondo Shallan Davar sta portando all'estinzione queste mastodontiche creature, compromettendo il naturale ricambio generazionale della loro popolazione.

Un mistero dal passatoModifica

Al termine della parte due della Via dei Re, Jasnah mostra a Dalinar e ad Adolin un'antichissima rappresentazione di un Nichilifero. I Kholin rimangono sbigottiti perché identificano nella creatura raffigurata un granguscio molto simile ad un Abissale. Adolin nota delle piccole differenze anatomiche nella creatura in quanto sprovvista di un gruppo di artigli ed molto più minaccioso rispetto a quelli avvistati nelle Pianure Infrante.

FontiModifica

  1. Circa 15 metri
  2. 2,0 2,1 La Via dei Re, capitolo 12
  3. 3,0 3,1 La Via dei Re, capitolo 13
  4. 4,0 4,1 La Via dei Re, capitolo 15
  5. Parole di Luce, capitolo 70
  6. Parole di Luce, capitolo 49

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